Le testimonianze di alcuni studenti e docenti che hanno partecipato al viaggio di formazione tra memoria storica e crescita personale
Dal 14 al 20 febbraio, circa quaranta studentesse e studenti delle classi quarte e quinte liceo, provenienti da diverse città italiane – dalla Sicilia alla Sardegna, da Roma a Ferrara, Genova, Torino e Napoli, insieme anche a un gruppo del Liceo ebraico Levi di Roma – hanno preso parte a un intenso viaggio di formazione a Berlino. L’iniziativa si inserisce nel progetto «Tra Resistenza e Resa: per (Soprav)vivere liberi! Semina la Memoria, Coltiva la Giustizia, Raccogli la Libertà», promosso dall’Ucebi attraverso la sua Commissione storica, in collaborazione con la Fondazione Cdec – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.
A guidare il gruppo in un itinerario denso di attività, visite, e riflessioni, nove accompagnatori e responsabili del percorso formativo, tra cui il direttore del Cdec Gadi Luzzatto Voghera, la docente Deborah D’Auria, specializzata in Storia dell’ebraismo e Didattica della Shoah, e il pastore Raffaele Volpe, membro della Commissione storica.
Giunto alla sua terza edizione, il progetto è sostenuto dai fondi dell’8×1000 Ucebi, dalla Commissione cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei)e da contributi privati, tra cui una significativa donazione della scrittrice Edith Bruck.
Il viaggio a Berlino rappresenta il momento centrale di un cammino didattico più ampio, avviato lo scorso ottobre e destinato a concludersi il 4 maggio a Milano: un percorso articolato in giornate di studio e workshop che intrecciano memoria storica, consapevolezza civile e crescita personale. A seguire, una carrellata di testimonianze e restituzioni che raccontano l’esperienza vissuta direttamente dalle studentesse, dagli studenti e dai docenti che hanno partecipato al progetto.
L’esperienza a Berlino non è stata importante soltanto per l’acquisizione di nuove conoscenze, ma soprattutto per l’incontro con persone nuove e realtà diverse. Confrontarmi con coetanei provenienti da città, tradizioni e percorsi differenti mi ha arricchito profondamente, aiutandomi ad aprire lo sguardo e a comprendere meglio punti di vista diversi dal mio. È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere non solo come studente, ma soprattutto come persona.
Nansy Alvarado Merlos, Genova
Ho partecipato al viaggio a Berlino, all’interno del progetto “Tra resistenza e Resa”, durante il quale ho visitato luoghi che ricordano le vittime della Shoah e raccontano una delle pagine più dolorose della storia europea; attraverso incontri, workshop e momenti di confronto, ho capito quanto la memoria sia fondamentale per costruire un futuro più giusto. Questa esperienza mi ha resa più consapevole e mi ha fatto capire l’importanza di difendere ogni giorno la libertà, la dignità umana e la democrazia.
Sara Serra, Cagliari
Berlino mi ha accolta con la sua storia imponente e un’arte che si respira in ogni angolo. La sua storia tanto tragica quanto meravigliosa, mi ha lasciato una nuova consapevolezza; tuttavia, la vera ricchezza che ho riportato a casa non è fatta solo di ciò che abbiamo visitato ma dei legami che abbiamo costruito. Infatti, attraverso lo scambio di idee e di racconti di chi vive in realtà distanti dalla mia ho potuto abbattere barriere invisibili che non credevo nemmeno di avere, e sono state proprio queste connessioni umane e il confronto sincero a trasformare questo viaggio – già di per sé unico e travolgente – in un’esperienza di crescita profonda.
Rebecca Erriu, Cagliari
Durante il mio viaggio studio ho avuto la possibilità di esplorare la storia della città di Berlino, ho imparato molto sulla storia della Germania e sulla sua complessa identità, ma ciò che mi ha colpito di più è stato il contrasto tra il passato e il presente. La città è un misto di storia e modernità con vecchi edifici e nuove costruzioni; è stato un panorama diverso da quello a cui sono abituata che mi ha fatto sentire viva e curiosa. Berlino è una città che ti fa vedere le cose da un’altra prospettiva.
Marta Coni, Cagliari
Questo viaggio è stato un’esperienza molto intensa. La settimana trascorsa a Berlino ha rappresentato, così come l’intero progetto, un’importante occasione di studio e di approfondimento. Oltre a tutto ciò imparato sulla Shoah, sulla Resistenza e sulla cultura ebraica, ho scoperto anche la bellezza del riuscire a relazionarmi con persone diverse da me, persone che probabilmente non avrei mai avuto l’opportunità di conoscere senza questa esperienza.Devo ammettere che, inizialmente, questo incontro mi ha un po’ intimorita, ma proprio da quel primo momento di incertezza sono nate amicizie bellissime. Eravamo tutti molto curiosi gli uni degli altri e, proprio per questo, ci siamo liberati presto delle nostre paure, rendendoci conto di essere molto più simili di quanto immaginassimo.
Elena Spanu Nitti, Torino
Stare per otto giorni con persone che non conoscevo, a parte la mia professoressa e altre poche mie compagne, mi ha messo alla prova: stare con altri ragazzi di diverse religioni e provenienza mi ha aiutato a stringere molti nuovi legami di cui sono molto felice. Il viaggio ha riguardato la Shoah, sicuramente una tematica non facile da raccontare e spiegare a dei ragazzi, però nonostante le diverse difficoltà, posso dire di aver imparato davvero tantissime cose nuove.
Chiara Dessì, Cagliari
L’esperienza a Berlino è stata per me molto significativa. Ho avuto l’opportunità di incontrare ragazzi provenienti da tutta Italia, con religioni e tradizioni diverse. Le varie attività svolte durante la settimana mi hanno arricchita sotto vari aspetti, soprattutto grazie ai lavori di gruppo e ai momenti di confronto. Questo viaggio mi ha insegnato anche cosa significa essere una cittadina del mondo: rispettare le differenze, ascoltare gli altri e imparare da ciò che ci insegna la storia.
Giulia Raneri, Ferrara
Il viaggio a Berlino mi ha insegnato molto sulla storia della Shoah ma soprattutto mi ha fatto capire quanto sia importante l’incontro tra persone diverse. Essere lì con studenti provenienti da tante scuole d’Italia mi ha fatto sentire parte di qualcosa di più grande: ognuno con la propria storia, religione e cultura ma tutti uniti dalla voglia di ricordare in qualche modo.Confrontarci, parlare e fare nuove amicizie mi ha arricchita più di quanto immaginassi. Proprio in luoghi segnati dalla divisione, dall’odio, ho visto quanto sia possibile stringere legami e capirsi a vicenda seppur diversi e (quasi) sconosciuti.
Simha Tesciuba, Roma
Questa esperienza mi ha dato modo di sentirmi come un fiore che germoglia dal tronco di un albero abbattuto: nonostante il nostro percorso è stato sempre focalizzato sulla Shoah e sulla memoria abbiamo saputo rielaborare tutte le informazioni apprese, lavorando in gruppo e creando nuovi legami e nuove amicizie, imparando e riflettendo tutti insieme. Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno reso possibile questa esperienza indimenticabile.
Jacopo Tagliacozzo, Roma
L’esperienza del progetto “Tra Resistenza e Resa” è stata molto più di un semplice percorso: è stata un vero e proprio viaggio di crescita, sia relazionale che educativa. Un’esperienza che mi ha permesso di mettermi in gioco, di ascoltare e di lasciarmi trasformare dagli incontri e dalle storie condivise. Questo progetto ci ha insegnato che crescere significa anche accogliere l’altro, imparare a rispettare le differenze e scoprire che proprio nella diversità si nasconde la più grande opportunità di apprendimento. È stata un’esperienza che porterò sempre con me, perché mi ha lasciato qualcosa di prezioso: una maggiore consapevolezza di me stessa e degli altri.
Sofia Lella, Napoli
Il viaggio a Berlino è risultato di grande impatto, sicuramente parte di me è rimasta al campo di Sachsenhausen: le docce, gli “ospedali”, i forni lasciano addosso un grigiore che poche altre volte mi è capitato. Se da un lato lascio una parte di me in Germania, ad esempio se mi fermo a pensare vedo ancora la finestra della mia stanza che dà su Alexanderplatz; dall’altro acquisto consapevolezza dei luoghi, che i periodi storici non sono solo inchiostro su carta, ma eventi tangibili. Di questa esperienza ho amato il vivere insieme intese e tensioni, ma soprattutto il poter esplorare realtà diverse dalla mia.
Gigi Tarallo, Napoli
Questa settimana, resa possibile dallo staff e dai sostenitori del progetto, è stata culmine di un percorso che continua a scavare una coscienza nel profondo e a generare una memoria che può riaffiorare in situazioni dove è necessario guardare il passato. Imparare dalla storia è un requisito fondamentale per una cittadinanza consapevole e responsabile, e penso che questo progetto riesca a pieno a dare le risorse per adempiere a questo dovere morale, oltre al regalare momenti di svago e di socializzazione che consentono di studiare le memorie passate secondo gli occhi di persone di realtà diverse. Se qualcuno mi chiedesse “ripeteresti l’esperienza”, la mia risposta sarebbe un convinto sì!
Filippo Mollica, Roma
Andare a Berlino non è stato solo un viaggio d’istruzione ma un vero e proprio percorso umano. Mantenere viva la memoria non è solo un’espressione che si ripete nelle cerimonie ufficiali ma un vero e proprio impegno concreto, significa non permettere che l’orrore venga dimenticato o banalizzato, significa dare voce a chi non può più parlare. Durante questo progetto ho capito che la memoria non è qualcosa di statico ma un passaggio di testimone: ora tocca anche a noi. Dal punto di vista personale poi questa esperienza mi ha lasciato legami umani autentici che hanno creato emozioni forti e sincere. Un viaggio tra le ombre della storia ma anche un percorso di crescita che mi ha permesso di vivere un’esperienza toccante e formativa che porterò sempre con me come un ricordo prezioso e come una responsabilità verso il futuro.
Anna Ibis, Ferrara
L’esperienza vissuta in questa settimana così intensa mi ha lasciato ricordi che rimarranno indelebili dentro di me. Abbiamo viaggiato ogni giorno in diversi luoghi dove la storia e la memoria si mostravano davanti a noi, come la villa di Wannsee e il campo di concentramento di Sachsenhausen: un posto dove si possono vedere gli orrori dell’uomo. Questo viaggio è stato un’espansione di ciò che il sistema scolastico italiano presenta durante gli anni di scuola, offrendoci una visione chiara e a 360 gradi di come la storia, nel bene e nel male, si sia svolta.
Diego Geraci, Cagliari
Mi porto a casa la conoscenza di gran parte della storia sulla Seconda Guerra Mondiale (cose che non ti insegnano a scuola), tra storie di uomini, donne e bambini. Tra le cose che mi sono rimaste più impresse: la visita al museo ebraico, a parer mio è stato uno dei momenti più toccanti, in particolare quando entrati in una camera con una luce tenue, si può camminare su un letto di volti di ferro: ad ogni passo che fai si emette un rumore che dovrebbe ricordare le violenze che subirono al tempo… camminando avanti e poi tornando indietro ho pensato ai lavori forzati e al rumore metallico che batte sulla pietra e pian piano si fa più intenso… Che dire abbiamo passato una settimana molto intensa.
Matteo Raffone, Cagliari
Per me questo viaggio ha avuto un valore speciale sul piano del dialogo interreligioso. Mi sono confrontata per la prima volta in modo così diretto con persone di fedi che non avevo mai approfondito prima. Ho compreso quanto sia fondamentale il dialogo tra fedi e culture diverse. Non si è trattato solo di parlare di religioni, ma di riflettere sui valori, sulle tradizioni e sulle prospettive che le accompagnano. Il messaggio che porto con me è quello di non fermarsi mai alle apparenze e di credere nella possibilità – e soprattutto nella volontà – di confrontarsi con realtà diverse dalla propria, anche quando sembrano lontane o difficili da conciliare. È proprio nel dialogo che nasce la comprensione, ed è nella comprensione che si costruisce il rispetto.
Miriam Puliatti, Acireale
La visita di formazione a Berlino, nell’ambito del progetto “Tra Resistenza e Resa”, ha rappresentato un’esperienza formativa intensa e significativa. L’esperienza ha favorito la riflessione sui valori della memoria, del rispetto e della tolleranza, rafforzando il dialogo e la collaborazione tra i gruppi partecipanti, provenienti da scuole e da regioni diverse e professanti fedi diverse. Molto interessante la loro capacità di mettersi in gioco e in discussione, nel corso di workshop e attività di restituzione. Per me è stato significativo notare la consapevolezza di ciò che si stava facendo, grazie anche ad una preparazione attuata nei mesi che hanno preceduto il viaggio. Da docente ritengo molto importante, al di là della possibilità di approfondire tematiche, conoscere eminenti studiosi, confrontarsi con altri docenti, poter condividere con ragazzi interessati e motivati, momenti così intensi.
Barbara Mocci, docente a Cagliari
Il soggiorno berlinese ha consentito la messa a fuoco dei temi emersi negli incontri precedenti. I ragazzi sono stati parte attiva e non meri fruitori passivi del processo formativo grazie ad attività e laboratori svolti presso i luoghi visitati. Molto importanti sono stati anche i momenti quotidiani di restituzione, che hanno facilitato tra l’altro il confronto, la socializzazione e l’integrazione tra i gruppi delle diverse scuole. Professionalmente si è trattato di un’esperienza ricca e originale per il confronto e lo scambio di idee tra colleghi.
Giorgio Rizzoni, docente a Ferrara
Sono rimasta colpita sia dall’organizzazione, che ha richiesto tantissimo lavoro, sia dal livello di affiatamento che il gruppo (studenti e docenti) ha raggiunto. Ho notato una consapevolezza enorme da parte dei ragazzi, una voglia di partecipare, di sapere sempre di più, di scoprire, di approfondire le tematiche e ho notato un senso di fratellanza che li accomunava: mi ha colpito, mi ha commosso.
Un altro punto a favore del progetto è non soltanto quello di creare una rete tra studenti che siano sensibili a queste tematiche, futuri cittadini che riescano anche a disseminare le conoscenze apprese, ma anche di cementare i rapporti tra docenti: un arricchimento ulteriore.
Manuela Deiana, docente a Cagliari
Questo viaggio a Berlino ha rappresentato un’esperienza formativa e umana di grande valore. Coinvolti nella ricerca dei memoriali che costellano una città che ha fatto della memoria la propria cifra distintiva sia come risarcimento verso il passato sia come monito per il futuro, gli studenti provenienti da diverse fedi hanno composto un mosaico di sguardi e riflessioni, restituendo la complessità del presente e il valore dell’ascolto reciproco. Alternando seminari, visite a musei, scoperta autonoma di memoriali, gli studenti hanno sviluppato competenze storiche attive e capacità di lettura critica dei luoghi e dei loro significati: un percorso che ha reso la memoria, consapevolezza e responsabilità condivisa.
Francesca Congiu, docente a Cagliari
Sei giorni a Berlino hanno rappresentato un’esperienza straordinaria, intensa e profondamente toccante. Camminare sull’installazione Shalekhet di Menashe Kadishman, perdersi tra i grigi blocchi creati da Daniel Libeskind, ascoltare le storie delle vittime e le testimonianze dei sopravvissuti al regime nazista ha consentito di avvertire il clima di terrore che segnò tragicamente quell’epoca. Al tempo stesso, i racconti dei Giusti tra le Nazioni e di quanti, con coraggio individuale, seppero opporsi al regime restituiscono fiducia in un senso di umanità e di solidarietà che, pur oscurato dalla violenza, non venne mai meno. Al di là dell’arricchimento culturale e dell’accresciuta consapevolezza maturata sui temi affrontati, è stato particolarmente significativo osservare studenti provenienti da città e tradizioni religiose differenti instaurare in breve tempo relazioni sincere e profonde, segno di dialogo, apertura e reciproco rispetto.
Maria Audino, docente a Roma





