Un Dio violento nell’Antico Testamento?

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È il titolo della conferenza a cura del prof. Daniele Garrone, che si tiene sabato 28 marzo a Cuneo

Nel suo complesso la Bibbia ebraica contiene non poche pagine che risultano oscure per la violenza e l’immoralità in esse talvolta contenute (racconti di combattimenti, stupri, massacri, vendette, contrasti, ecc.) e obiettivamente non facili da decifrare in quanto, se interpretate letteralmente, possono incitare all’odio, alla sopraffazione, alla crudeltà e alla guerra.

Non di rado, poi, incontriamo immagini di Dio intrise di violenza che suscitano non solo interrogativi e perplessità, ma anche imbarazzo e rifiuto. Pensiamo ai numerosi passi in cui divampa l’ira divina o in cui ad ordinare di uccidere qualcuno è lo stesso Yahweh.

Va ricordato, tuttavia, che la sommaria opposizione fra un Dio maligno “dell’ira e della guerra” e un Dio buono “dell’amore e del perdono”, assunta come chiave interpretativa discriminante fra la Bibbia ebraica (da ripudiare) e la Bibbia cristiana (da accogliere), è stata respinta sin dagli inizi dell’era cristiana, anche se è stata successivamente riproposta in vari momenti della storia del Cristianesimo da Marcione sino al Novecento. In particolare, in ambito ecclesiale è stata respinta, concordemente da parte tutte le confessioni cristiane, con ferma determinazione l’opposizione radicale fra il “Dio cattivo” del Primo Testamento e il “Dio misericordioso” del Nuovo Testamento.

Come leggere ed interpretare, allora, il testo biblico nella sua globalità, senza pretendere di censurarne i passi più difficili e meno “accettabili” per noi oggi?  Come evitare ogni forma di fondamentalismo nel leggere e nell’interpretare testi redatti da autori umani e con un linguaggio condizionato da coordinate storico culturali di epoche lontane?

In un tempo impietoso e accidentato come il nostro nel quale si continua a straparlare di Dio, intervenendo a suo nome nei contesti più improbabili (e, non di rado, blasfemi), sembra doveroso e urgente chiedersi di quale Dio si tratti,  del Dio che pare disposto a giustificare guerre sante e l’uccisione dei nemici, che troviamo, ad esempio, nei libri biblici di Giosuè e dei Giudici, o del Dio che, per bocca del profeta Isaia, esorta gli uomini a spezzare le loro spade per farne aratri, a trasformare in falci le loro lance, a fare in modo che le nazioni non alzino più la spada contro altre nazioni e che tutte disimparino a fare la guerra? Del Dio che sogna città governate dalla pace e dalla giustizia, dove non si odono voci di pianto e grida di angoscia, o del Dio che ordina di sterminare interi eserciti e intere città?

A questi decisivi interrogativi del nostro presente cercherà di dare risposta la conferenza “Un Dio violento nell’Antico Testamento?, che sarà tenuta dal prof. Daniele Garrone, ebraista e docente emerito di Antico Testamento alla Facoltà Valdese di Teologia di Roma, Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (Fcei) e pastore della Chiesa Valdese.

L’incontro, che sarà moderato da Chiara Mori (ISSR/ Fossano), si terrà a Cuneo nell’Aula Magna del Vescovado nuovo in via Amedeo Rossi 28, sabato 28 marzo a partire dalle ore 10, ed è promosso dalla Tenda dell’Incontro “Giovanni Giorgis”, dalle Chiese Battiste di Cuneo e Mondovì, dalla Diocesi di Cuneo e Fossano (Commissione Ecumenica e Commissione Cultura) ed è realizzato in collaborazione con il CESPEC, Casa do Menor Italia, la libreria Stella Maris ed altre realtà associative del Cuneese e del Monregalese.

Ingresso libero.