UCEBI

Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia

La prevenzione del suicidio come impegno della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Mantova

Il 18 settembre, nei locali della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Mantova (CCEBAM), si è svolta la settima edizione di «Io scelgo di vivere!», iniziativa nata con l’obiettivo di affrontare il tema della sofferenza psicologica e della prevenzione del suicidio attraverso informazione, ascolto e confronto.

La serata, aperta alla cittadinanza, ha messo in dialogo competenze e prospettive diverse, nella convinzione che affrontare situazioni di disagio e prevenire il rischio suicidario richieda una responsabilità condivisa.

A confrontarsi sul tema sono stati: il pastore Evandro Coelho, Emanuela Lodi, avvocata, Gabrio Zacchè, medico e primario emerito di ginecologia, don Samuele Bignotti, delegato della Diocesi di Mantova per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, Stefano Callipo, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Violenza e Suicidio, e Giovanni Paganini, specialista in oncologia medica.

La presenza di professionisti provenienti da ambiti differenti ha permesso di sottolineare la complessità delle situazioni di sofferenza e, al tempo stesso, l’importanza di non affrontarle in solitudine. Tra gli obiettivi dell’incontro vi è infatti anche quello di aiutare a riconoscere alcuni segnali di allarme e di incoraggiare, quando necessario, il ricorso tempestivo a medici e psicoterapeuti.

Per la CCEBAM, «Io scelgo di Vivere!» rappresenta una forma concreta di presenza nel territorio. La fede cristiana viene tradotta in un’attenzione alla vita e alla persona che passa anche dalla collaborazione con professionisti, istituzioni e realtà sociali, nella consapevolezza che accompagnare chi attraversa una situazione di particolare fragilità richiede ascolto, competenza e responsabilità.

«Come Chiesa – spiegano dalla CCEBAM – desideriamo essere presenti non soltanto con le parole, ma attraverso iniziative concrete che promuovano vita, ascolto, accoglienza e speranza». È questo il senso di un percorso che, arrivato alla sua settima edizione, continua a mettere al centro il valore di ogni persona e la necessità di costruire intorno a chi soffre una rete capace di ascoltare e accompagnare.

L’evento ha richiamato anche l’attenzione dei media locali. Qui è possibile rivedere il servizio andato in onda su TGProvincia.