Oggi Gesù ci viene incontro

Meditazioni

La meditazione, a cura della pastora Sandra Spada, è sul versetto proposto dal Lezionario “Un giorno, una parola” per il mese di Aprile
Gesù disse a Tommaso: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»

GIOVANNI 20, 29

Martin Lutero diceva: “Non bisogna dimenticare che la fede è sempre una fede contro la tentatio, contro il dubbio. La fede non è mai facile, perché è sempre una fede contro l’apparenza, contro il nonsenso del mondo».
La luce del mattino, quando il primo chiarore dell’alba si confonde con la luce della nuova alba: la definitiva vittoria del Cristo sulla morte, ecco illuminate, illuminati da questa luce vogliamo vivere. Ma noi viviamo nella sera della Pasqua. Quando l’arrivo delle ombre rende la fede incerta, impaurita, dubbiosa. Noi viviamo avvolte nell’oscurità di un mondo sempre più segnato dall’odio e dalla morte.

La fede non è mai facile, perché è sempre una fede contro l’apparenza, contro il nonsenso del mondo, e quel non senso con Tommaso ci vede sconvolti ai piedi della croce, e non riusciamo a distogliere lo sguardo da quella morte violenta. È dolorosa la ricerca di Tommaso: voglio, vorrei credere, ma non ci riesco, ho bisogno di vedere con i miei occhi e di toccare con le mie mani. Egli vuole verificare di persona, altrimenti la resurrezione resta una semplice opinione.
Quanto siamo vicini a questo desiderio di Tommaso! Quante volte cadiamo nella tentazione di dire: voglio proprio vedere se Gesù c’è, se fa quello che gli chiedo, altrimenti non ci credo. Se non lo sperimento, se non è evidente… allora è rimasto sulla croce.

Nella sera della Pasqua viviamo sostenuti dall’alito del risorto. Ma anche confrontati dalla nostra dolorosa incredulità. Tommaso però poi vede Gesù. Il suo desiderio di chiarezza viene soddisfatto dalla visione. Lo Spirito di Dio è sapiente, e anche accorto: conduce Toma a sperimentare, ma in modo diverso da come vuole lui. Gesù mostra a Tommaso tutta l’evidenza della sua resurrezione a partire dai segni della sua morte. Gesù non critica, né giudica l’incredulità di Tommaso, ma accetta la sfida e dice: «Tommaso, metti il dito nelle mie mani!». Egli il risorto glorioso è il crocifisso torturato! Il Gesù che vive in mezzo a noi non è un Gesù glorioso che non ha nulla in comune con la nostra vita. È lo stesso Gesù che visse su questa terra e nel suo corpo restano i segni della sua passione. E questi segni oggi sono visibili nei volti sporchi e rigati dalle lacrime dei bambini, nella sofferenza della gente, nella fame, nei segni di tortura, di ingiustizia.

Tommaso non ha più nulla da verificare, cade ai piedi del Risorto vinto dalla sua Parola. Certo Tommaso vede, ma soprattutto ascolta la Parola di Gesù e lo riconosce: Signore mio, Dio mio… e crolla in adorazione. Mio Signore e mio Dio: è l’abbandono totale, è la speranza che rinasce nello stupore di una presenza; è un nuovo sguardo sul mondo non più segnato dall’odio e dall’ingiustizia, ma dall’amore che crea e che perdona, un amore che cambia tutto, che rigenera e consola; è un nuovo sguardo sulla vita, sulle cose che ci capitano, sul nostro rapporto con Dio: Tu sei Signore della mia vita, tu solo sei Dio non ce ne è un altro.

Nella sera della Pasqua viviamo sostenute e sostenuti dalla Parola del risorto: “Beati coloro che non hanno visto e hanno creduto”, beati noi se crediamo che Gesù è il figlio di Dio anche se è sera, anche se intorno a noi sono ancora forti i segni della croce e non del sepolcro vuoto; beati noi se crediamo in lui mentre non c’è pace né giustizia, mentre camminiamo nel mondo come se Gesù fosse risorto oggi, pieni di fede, di speranza e amore. Beate noi che vediamo che la pietra è stata spostata e possiamo dire a Gesù: vedi, metti le tue mani nelle nostre ferite, e risollevaci alla luce della nuova alba. Beati noi che abbiamo fatto esperienza di Dio, beati noi incontrate e incontrati dal vivente.

Oggi il Cristo risorto ci incontra, oggi scaccia via ogni dubbio, oggi ci stupisce e ci dà sicurezza, oggi apre gli occhi e il cuore ad un modo diverso di vivere, ad un donarsi agli altri e alle altre, aprendosi a Dio Padre e Madre nostra. Oggi Gesù ci viene incontro e ci dona la sua pace, oggi ancora si rivela come il Risorto che viene a trovarci per illuminare l’ombra che ci circonda, per portarci l’alito che ci fa uscire dai luoghi serrati in cui spesso ci rinchiudiamo. Oggi ci restituisce il coraggio e la fiducia di credere nel tempo dell’incredulità, il coraggio e la fiducia di donare il nostro tempo, le nostre energie, avendo il nostro sguardo non curvato verso le nostre paure, ma rivolto verso il cielo, perché Gesù il Cristo, non è morto, non è sotto terra, ma è risorto, è vivente e ci chiama a guardare a Dio, al suo Regno che viene, ci chiama ad essere suoi e sue testimoni.

Oggi a noi giunge ancora l’esortazione di Gesù: non dubitate, siate credenti e non increduli. Da questa parola inizia la nostra missione in nome del Risorto. Beate noi, beati noi incontrati dal vivente, il Vivente ci chiama ad essere sue e suoi testimoni alla sua gloria. Amen.

meditazione a cura di

Pastora Sandra Spada

Sandra Spada è pastora battista presso la chiesa cristiana evangelica battista di La Spezia. È inoltre membro del Comitato esecutivo dell’Ucebi