UCEBI

Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia

Incontro con Paula White, le ragioni del no dell’UCEBI

In una lettera al senatore Malan, il presidente Spanu declina l’invito a un incontro al Senato e richiama il principio di laicità dello Stato e la necessaria distinzione tra sfera pubblica e sfera religiosa

Il 21 ottobre, il presidente dell’UCEBI, pastore Alessandro Spanu, ha ricevuto dal sen. Lucio Malan un invito a partecipare a un incontro istituzionale il 27 ottobre presso il Senato della Repubblica con Paula White, Senior Advisor del White House Faith Office, e Jennifer Korn, direttrice dello stesso Ufficio, in visita ufficiale in Italia sotto l’egida del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America.

«Oggetto dell’incontro, rivolto ai rappresentanti delle minoranze religiose in Italia – si leggeva nell’invito –, saranno la tutela delle minoranze religiose, la libertà di culto e il contrasto delle discriminazioni fondate sulla fede, temi sui quali l’Ufficio della Fede ha operato negli Stati Uniti e a livello internazionale».

Il giorno successivo, 22 ottobre, il presidente Spanu ha risposto al senatore Malan declinando l’invito e motivando la propria decisione.

Pubblichiamo di seguito il testo della sua risposta.

Egregio Senatore,

La ringrazio per l’invito e per aver pensato all’UCEBI in occasione di questo incontro.

Purtroppo, il breve preavviso non mi consente di organizzare la mia partecipazione.

Colgo tuttavia l’occasione per precisare che, al di là dell’impossibilità di essere presente, nutro alcune riserve di fondo nei confronti del White House Faith Office. Ritengo infatti che la tutela della libertà religiosa e delle minoranze debba essere perseguita nel pieno rispetto del principio di laicità dello Stato, senza che le istituzioni pubbliche assumano un ruolo di indirizzo o di promozione in materia di fede.

A queste perplessità si aggiungono quelle suscitate da alcune iniziative riconducibili all’Ufficio e all’iniziativa della signora White dopo la sua istituzione, in particolare la preghiera per il presidente Trump e i gesti di imposizione delle mani in occasione dell’inizio della guerra contro l’Iran. Si tratta di manifestazioni che, pur potendo rientrare nella libertà di espressione religiosa dei singoli, sollevano interrogativi quando sono associate a un organismo istituzionale della Casa Bianca. Da esse ho pubblicamente preso le distanze in una mia dichiarazione dello scorso 9 marzo.

Proprio perché la libertà religiosa è un principio che considero fondamentale, credo sia importante tutelarla attraverso istituzioni capaci di garantire pluralismo, imparzialità e piena distinzione tra sfera pubblica e sfera religiosa.

La ringrazio nuovamente per l’invito e Le porgo cordiali saluti.

Alessandro Spanu